2 Febbraio 2010

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Chasta Days alla scoperta dell’Etna 2010

di: Redazione Kitesurfing

Anche quest’anno l’Etna è diventato il polo principale dello snowkite internazionale. Atleti provenienti da tutto il mondo, snowboarders / skiers nazionali e kiters locali si sono incontrati sulle pendici del vulcano più alto d’Europa in occasione dei Chasta Days 2010.

Il team Ozone Italia capitanato da Stefano Gigli è sbarcato in terra sicula sabato 23, un ordinario giorno di fine Gennaio diventato simbolo per gli snowkiters di tutto il mondo.

A mettere il bastone tra le ruote è stato l’inverno che fino agli ultimi giorni del mese si è fatto attendere. Impensabile arrivare a fine Gennaio con 0 precipitazioni nevose, ma ciò nonostante la macchina organizzativa ha continuato il suo lavoro fino alla vigilia dell’evento. Sabato pomeriggio l’intera stazione di Nicolosi Nord / Rifugio Sapienza comincia a popolarsi di gente proveniente da tutto il mondo. Apre la seconda edizione dei Chasta Days lei, la regina dello snowkite freestyle: Kari Schibevaag. Norvegese di nazionalità ma dalla simpatia “latina”, è stata colei che per prima ha alzato la vela sullo spot di Piano Provenzana. Ottime condizioni e ottima neve. Sotto questo punto di vista, fortunatamente è andato tutto per il meglio scongiurando l’inutililità di sei mesi necessari per l’ organizzazione.

All’arrivo di Kari sono seguiti quelli di Chasta e Pascal, Dominic Zimmerman e tutto il dream team Ozone. A rappresentare la comunità dei kiters nostrani, immancabile la presenza di Riccardo e Maria. Come detto precedentemente, le condizioni meteorologiche hanno giocato un ruolo determinante: all’incertezza nelle precipitazioni nevose è seguito un incoraggiante peggioramento del meteo con relativo stop per qualsiasi tentativo di uscita. Bufere e tormente di neve hanno imperversato sull’Etna durante la settimana dell’evento ma ciò nonostante si sono trovati ritagli di giornate serene e assolate che hanno permesso di fare snowkite oltre i propri limiti. Un esempio lo sono stati: gli oltre 114 km percorsi sulla vetta del vulcano, vedere 3 piccoli puntini scuri distinguersi nel bianco della neve che dipinge il cratere centrale, vedere un kiter prendere il decollo sulla cima della Montagnola per atterrare alla stazione d’arrivo della funivia dopo aver volteggiato in aria compiendo una miriade di trick in sequenza.

E’ veramente incredibile come si possano scoprire sensazioni uniche grazie ad una vela attaccata a 25 metri d’altezza. Un mezzo che suscita emozioni contrastanti: la paura e l’emozione al tempo stesso di lasciarsi portare via dal vento. La prima sensazione che si ha trovandosi attaccati ad un kite è quella di ritornare bambini tutto ad un tratto, poiché i primi esercizi che si compiono dopo aver ricevuto le nozioni base teoriche sono proprio quelli di far volteggiare il kite sopra la propria testa come si fa con un banale aquilone. Man mano che si apprendono i movimenti da far compiere alla vela, cresce il desiderio di lanciarsi sulle nevi immacolate per poter tracciare la propria linea là dove nessuno potrà mai arrivare, là dove ci si ritrova con se stessi, là dove la natura per gioco ha fatto incontrare il fuoco, la neve ed il vento, là dove solo snowkiters possono arrivare: la cima dell’Etna.

Sono queste le emozioni che si sono respirate quando un gruppo di kiter sono venuti a fare il proprio sport sull’Etna. Emozioni che non avremmo mai avuto modo di immaginare, emozioni che sarebbero state irrimediabilmente tralasciate se qualcuno non fosse andato li per testimoniarle. Ecco allora che ci si domanda: ho vissuto realmente la “montagna”? Personalmente devo dire di no. Non avrò vissuto interamente la mia montagna finchè non riuscirò a toccarne il suo fuoco, non riuscirò a vivere la mia montagna finchè non traccerò la mia scia su nevi irraggiungibili, non avrò vissuto la mia montagna finchè non avrò fatto snowkite sulle sue pendici del mio vulcano: l’Etna.

E’ doveroso ringraziare tutti i partner dell’evento a cominciare dal Rifugio Sapienza e Residence Serra La Nave che hanno permesso di organizzare la logistica, la Funivia dell’Etna che con i propri mezzi ha permesso la realizzazione di centinaia di scatti, la S.T.A.R. nella persona di Angelo Nicotra e di Maurizio che con tanta pazienza e disponibilità hanno permesso la realizzazione di piccole strutture.Windsurf Center per la calorosa accoglienza riservata ai nostri ospiti Ozone e la fornitura di gadgets distribuiti in occasione dell’aperitivo, un ringraziamento va anche alla Fondazione Angelo D’Arrigo e alla Scuola volo Etna Fly, in particolare a Laura Mancuso, Oriana Tobacco e Marco Busetta: il loro entusiasmo e la loro simpatia hanno coinvolto tutti i partecipanti all’evento. Non poteva non mancare il partner dell’evento, nonchè di EtnaSnow: Citroen CT Auto Catania, che grazie alla fornitura delle vetture ha permesso di promuovere l’evento nelle insinuose strade di Catania e provincia nonchè di garantire il servizio trasfer per tutti i partecipanti.

EtnaSnow infine ringrazia il Portale Kitesurfing.it per averci dato la possibilità di pubblicare la nostra emozionante avventura, nonchè tutti i partecipanti e soprattutto tutta la famiglia Ozone Italia: Stefano, Alex, Lido, Andrea e ancora il mitico Pascal, Guillaume e tutti i kiters che hanno raggiunto il vulcano. Una settimana trascorsa insieme ad amici cari ma soprattutto professionisti dalla quale abbiamo imparato tantissimo.

ETNA summit from Boulgakow on Vimeo.

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Anche quest’anno l’Etna è diventato il polo principale dello snowkite internazionale. Atleti provenienti da tutto il mondo, snowboarders / skiers nazionali e kiters locali si sono incontrati sulle pendici del vulcano più alto d’Europa in occasione dei Chasta Days 2010.

Il team Ozone Italia capitanato da Stefano Gigli è sbarcato in terra sicula sabato 23, un ordinario giorno di fine Gennaio diventato simbolo per gli snowkiters di tutto il mondo.

A mettere il bastone tra le ruote è stato l’inverno che fino agli ultimi giorni del mese si è fatto attendere. Impensabile arrivare a fine Gennaio con 0 precipitazioni nevose, ma ciò nonostante la macchina organizzativa ha continuato il suo lavoro fino alla vigilia dell’evento. Sabato pomeriggio l’intera stazione di Nicolosi Nord / Rifugio Sapienza comincia a popolarsi di gente proveniente da tutto il mondo. Apre la seconda edizione dei Chasta Days lei, la regina dello snowkite freestyle: Kari Schibevaag. Norvegese di nazionalità ma dalla simpatia “latina”, è stata colei che per prima ha alzato la vela sullo spot di Piano Provenzana. Ottime condizioni e ottima neve. Sotto questo punto di vista, fortunatamente è andato tutto per il meglio scongiurando l’inutililità di sei mesi necessari per l’ organizzazione.

All’arrivo di Kari sono seguiti quelli di Chasta e Pascal, Dominic Zimmerman e tutto il dream team Ozone. A rappresentare la comunità dei kiters nostrani, immancabile la presenza di Riccardo e Maria. Come detto precedentemente, le condizioni meteorologiche hanno giocato un ruolo determinante: all’incertezza nelle precipitazioni nevose è seguito un incoraggiante peggioramento del meteo con relativo stop per qualsiasi tentativo di uscita. Bufere e tormente di neve hanno imperversato sull’Etna durante la settimana dell’evento ma ciò nonostante si sono trovati ritagli di giornate serene e assolate che hanno permesso di fare snowkite oltre i propri limiti. Un esempio lo sono stati: gli oltre 114 km percorsi sulla vetta del vulcano, vedere 3 piccoli puntini scuri distinguersi nel bianco della neve che dipinge il cratere centrale, vedere un kiter prendere il decollo sulla cima della Montagnola per atterrare alla stazione d’arrivo della funivia dopo aver volteggiato in aria compiendo una miriade di trick in sequenza.

E’ veramente incredibile come si possano scoprire sensazioni uniche grazie ad una vela attaccata a 25 metri d’altezza. Un mezzo che suscita emozioni contrastanti: la paura e l’emozione al tempo stesso di lasciarsi portare via dal vento. La prima sensazione che si ha trovandosi attaccati ad un kite è quella di ritornare bambini tutto ad un tratto, poiché i primi esercizi che si compiono dopo aver ricevuto le nozioni base teoriche sono proprio quelli di far volteggiare il kite sopra la propria testa come si fa con un banale aquilone. Man mano che si apprendono i movimenti da far compiere alla vela, cresce il desiderio di lanciarsi sulle nevi immacolate per poter tracciare la propria linea là dove nessuno potrà mai arrivare, là dove ci si ritrova con se stessi, là dove la natura per gioco ha fatto incontrare il fuoco, la neve ed il vento, là dove solo snowkiters possono arrivare: la cima dell’Etna.

Sono queste le emozioni che si sono respirate quando un gruppo di kiter sono venuti a fare il proprio sport sull’Etna. Emozioni che non avremmo mai avuto modo di immaginare, emozioni che sarebbero state irrimediabilmente tralasciate se qualcuno non fosse andato li per testimoniarle. Ecco allora che ci si domanda: ho vissuto realmente la “montagna”? Personalmente devo dire di no. Non avrò vissuto interamente la mia montagna finchè non riuscirò a toccarne il suo fuoco, non riuscirò a vivere la mia montagna finchè non traccerò la mia scia su nevi irraggiungibili, non avrò vissuto la mia montagna finchè non avrò fatto snowkite sulle sue pendici del mio vulcano: l’Etna.

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ETNA summit from Boulgakow on Vimeo.

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