20 Giugno 2023

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Aggiornamenti sul caso del kiter risucchiato dall’elicottero militare

di: Editore

Abbiamo già parlato in passato riguardo il caso del kiter che nel 2018 venne risucchiato da un elicottero militare a Ladispoli in un altro articolo, ma ecco in arrivo dei nuovi aggiornamenti.

kitesurf elicottero 2018

Nuova udienza del processo svela dettagli inquietanti

Nell’ambito del processo riguardante il kitesurfer Alessandro Ognibene, che nel 2018 fu risucchiato da un elicottero militare durante un addestramento aereo al litorale di Torre Flavia, Ladispoli, sono emersi nuovi dettagli durante l’ultima udienza davanti al giudice di Pace. L’accusa si è concentrata sull’operato dei due piloti, Michele Celeste e Francesco Dezulian, accusati di lesioni colpose nei confronti della vittima. Sorprendentemente, uno dei piloti ha testimoniato che a bordo dell’elicottero erano presenti almeno altre dieci persone, nessuna delle quali si era accorta dell’incidente con il kitesurfer.

I dettagli dell’incidente e le testimonianze contrastanti: l’incidente avvenne il 3 ottobre 2018, quando Ognibene fu risucchiato da un elicottero dell’esercito durante un addestramento aereo. Fino a questa udienza, i piloti erano rimasti in silenzio. Tuttavia, uno dei piloti ha dichiarato che non solo erano consapevoli della presenza delle imbarcazioni e del kitesurf, ma che a bordo dell’elicottero c’erano anche altre persone che, incredibilmente, non si erano accorte dell’accaduto. Questa testimonianza ha sollevato ulteriori interrogativi sulla dinamica esatta dell’incidente e sulla mancata percezione degli altri passeggeri.

La tesi della difesa e l’accusa

La difesa sostiene che l’incidente sia stato causato da una repentina raffica di vento, un fattore esterno accidentale. Al contrario, l’accusa ha sempre sostenuto che la causa principale fosse il risucchio provocato dalla doppia elica dell’elicottero Chinook, un velivolo ad alta potenza utilizzato nell’esercitazione Notte Scura 2018. La vittima, aspirata in aria per diversi metri e successivamente caduta violentemente sulla spiaggia, riportò gravi lesioni fisiche. La sua reazione all’udienza, in cui sono state rivelate le testimonianze dei piloti, è stata descritta come di incredulità e sconcerto.

Le lacune investigative

L’avvocato della parte civile ha sollevato dubbi sulle modalità investigative del caso. Si chiede perché non siano stati chiamati fin da subito gli altri militari presenti a testimoniare e perché numerose circostanze relative all’incidente, o meglio, al periodo successivo all’incidente, siano rimaste oscure. In particolare, la scatola nera non è mai stata rinvenuta sull’elicottero coinvolto, mentre sull’altro velivolo presente durante l’addestramento sono stati sovrascritti i dati, rendendo impossibile determinare con precisione l’altitudine e il momento esatto in cui l’elicottero coinvolto sorvolava Torre Flavia. Inoltre, il terzo elicottero, di provenienza maltese, ha lasciato l’Italia poco dopo l’accaduto, sollevando ulteriori interrogativi sulla sua eventuale connessione con l’incidente.

Conclusioni

Il processo relativo all’incidente in cui il kitesurfer Alessandro Ognibene fu risucchiato da un elicottero militare ha raggiunto una nuova udienza, durante la quale sono emersi dettagli che sollevano ulteriori interrogativi sulla dinamica dell’incidente e sulla mancanza di percezione da parte degli altri passeggeri a bordo dell’elicottero. Il caso rimane complesso, con lacune investigative e testimonianze contrastanti. La vittima e la sua famiglia cercano giustizia, mentre l’avvocato della parte civile insiste sul fatto che molte domande siano ancora senza risposta. Il processo continua a cercare la verità dietro questo tragico incidente.

Fonte e Foto: Il Fatto Quotidiano

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Aggiornamenti sul caso del kiter risucchiato dall’elicottero militare

di: Editore

Abbiamo già parlato in passato riguardo il caso del kiter che nel 2018 venne risucchiato da un elicottero militare a Ladispoli in un altro articolo, ma ecco in arrivo dei nuovi aggiornamenti.

kitesurf elicottero 2018

Nuova udienza del processo svela dettagli inquietanti

Nell’ambito del processo riguardante il kitesurfer Alessandro Ognibene, che nel 2018 fu risucchiato da un elicottero militare durante un addestramento aereo al litorale di Torre Flavia, Ladispoli, sono emersi nuovi dettagli durante l’ultima udienza davanti al giudice di Pace. L’accusa si è concentrata sull’operato dei due piloti, Michele Celeste e Francesco Dezulian, accusati di lesioni colpose nei confronti della vittima. Sorprendentemente, uno dei piloti ha testimoniato che a bordo dell’elicottero erano presenti almeno altre dieci persone, nessuna delle quali si era accorta dell’incidente con il kitesurfer.

I dettagli dell’incidente e le testimonianze contrastanti: l’incidente avvenne il 3 ottobre 2018, quando Ognibene fu risucchiato da un elicottero dell’esercito durante un addestramento aereo. Fino a questa udienza, i piloti erano rimasti in silenzio. Tuttavia, uno dei piloti ha dichiarato che non solo erano consapevoli della presenza delle imbarcazioni e del kitesurf, ma che a bordo dell’elicottero c’erano anche altre persone che, incredibilmente, non si erano accorte dell’accaduto. Questa testimonianza ha sollevato ulteriori interrogativi sulla dinamica esatta dell’incidente e sulla mancata percezione degli altri passeggeri.

La tesi della difesa e l’accusa

La difesa sostiene che l’incidente sia stato causato da una repentina raffica di vento, un fattore esterno accidentale. Al contrario, l’accusa ha sempre sostenuto che la causa principale fosse il risucchio provocato dalla doppia elica dell’elicottero Chinook, un velivolo ad alta potenza utilizzato nell’esercitazione Notte Scura 2018. La vittima, aspirata in aria per diversi metri e successivamente caduta violentemente sulla spiaggia, riportò gravi lesioni fisiche. La sua reazione all’udienza, in cui sono state rivelate le testimonianze dei piloti, è stata descritta come di incredulità e sconcerto.

Le lacune investigative

L’avvocato della parte civile ha sollevato dubbi sulle modalità investigative del caso. Si chiede perché non siano stati chiamati fin da subito gli altri militari presenti a testimoniare e perché numerose circostanze relative all’incidente, o meglio, al periodo successivo all’incidente, siano rimaste oscure. In particolare, la scatola nera non è mai stata rinvenuta sull’elicottero coinvolto, mentre sull’altro velivolo presente durante l’addestramento sono stati sovrascritti i dati, rendendo impossibile determinare con precisione l’altitudine e il momento esatto in cui l’elicottero coinvolto sorvolava Torre Flavia. Inoltre, il terzo elicottero, di provenienza maltese, ha lasciato l’Italia poco dopo l’accaduto, sollevando ulteriori interrogativi sulla sua eventuale connessione con l’incidente.

Conclusioni

Il processo relativo all’incidente in cui il kitesurfer Alessandro Ognibene fu risucchiato da un elicottero militare ha raggiunto una nuova udienza, durante la quale sono emersi dettagli che sollevano ulteriori interrogativi sulla dinamica dell’incidente e sulla mancanza di percezione da parte degli altri passeggeri a bordo dell’elicottero. Il caso rimane complesso, con lacune investigative e testimonianze contrastanti. La vittima e la sua famiglia cercano giustizia, mentre l’avvocato della parte civile insiste sul fatto che molte domande siano ancora senza risposta. Il processo continua a cercare la verità dietro questo tragico incidente.

Fonte e Foto: Il Fatto Quotidiano

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