A TP24 Antonio Gaudini difende lo Stagnone e…
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L’atleta italiana ha appena raggiunto Dakhla, in Marocco, per allenarsi in vista della prima tappa del Pkra World Tour 2015 dove tenterà la qualificazione. Per lei nuovi sponsor e la solita grinta, ma anche una sana voglia di godersi le gare e divertirsi.
Se in pochi anni il kitesurf è diventato una disciplina straordinariamente popolare è anche perché tra le fila di praticanti e appassionati c’è un numero sempre più alto di donne che spesso agevolate dal fisico e dall’innata attitudine alla grazia spesso durante le manovre risultano più spettacolari degli uomini. Tra loro poi ci sono anche ragazze che fanno sul serio, quindi non solo innamorate di questo sport, ma atlete professioniste per le quali il kitesurf diventa carriera e che a costo di molti sacrifici vorrebbero aprirsi un varco nel mondo delle competizioni.
In Italia una di queste ragazze sognatrici con la testa alle medaglie e i piedi ben calzati nei boots è la giovane Francesca Bagnoli. Toscana, classe 1994, ha iniziato a praticare kite nel 2009 durante un soggiorno a Paracurù, in Brasile, con la famiglia. Da quel momento è scattata una scintilla che l’ha portata in pochi anni a conquistare il titolo italiano Freestyle nel 2013 e un prestigioso secondo posto nella seconda tappa del Kitesurf Europe Tour a Gizzeria (Cz) nel 2014. Ad oggi non sono pochi gli ammiratori del suo stile aggressivo e il sorriso contagioso che sfodera a chi la incrocia in spiaggia o durante le gare.

Noi di www.kitesurfing.it l’abbiamo raggiunta a Dakhla, in Marocco, dove è appena arrivata per allenarsi in vista della prima tappa del Pkra World Tour 2015 in partenza il prossimo 18 marzo. Non è la sua prima partecipazione al Mondiale ma naturalmente il suo entusiasmo è alle stelle e l’adrenalina scorre a fiumi. Ecco l’intervista che ci ha rilasciato tra una sessione e l’altra di allenamento e per la quale la ringraziamo:

– Francesca a 21 anni oggi sei una delle protagoniste della scena nazionale e internazionale del Kitesurf. Come, dove e quando hai scoperto questo sport?
«Ho scoperto questo sport grazie a mio padre che già praticava kitesurf da molti anni. Ho sempre desiderato conoscere i segreti del mestiere, ma mio papà mi ha insegnato solo nel 2009. Avevo 15 anni ed ero molto piccola fisicamente, infatti, per paura che mi succedesse qualcosa, ha sempre ritardato il mio apprendimento con scuse del tipo “c’è troppo vento”, “c’è troppa gente”, “c’è poco vento”, ma quando si è deciso a farlo è scoppiata subito una grande passione».

– Come ti sei avvicinata al mondo delle competizioni?
«Vengo dall’ambiente della ginnastica artistica dove le competizioni sono molto frequenti. Mi piace l’adrenalina della gara e quella voglia di dare il massimo. Ma devo ringraziare moltissimo Nico Salvini del negozio City Surf Tirrenia che mi ha dato la prima spinta per affrontare la prima gara».

– In pochi anni hai raggiunto obiettivi sportivi importanti e non è la prima volta che partecipi al Pkra. Qual’è lo spirito con cui ritorni quest’anno a questa prestigiosa competizione?
«Diciamo che questa tappa a Dakhla non capita proprio in un bel periodo per me. L’allenamento brasiliano è finito da un pezzo e dalle mie parti, il vento non soffia molto frequentemente, soprattutto durante l’inverno. Perciò per questa tappa penso solo a dare il massimo e soprattutto divertirmi, quel che sarà sarà».

– Il Pkra sta diventando un ambiente sempre più professionale, supertecnico e giovane. Ti trovi a tuo agio in questa nuova fase della competizione?
«Si, mi piace molto l’ambiente che ho trovato qui in Marocco. Tutti i ragazzi sono tranquilli e amichevoli e soprattutto siamo tutti accomunati da una passione».
– Su quali manovre punterai per impressionare i giudici? Hai qualche asso nella manica?
«Beh, accanto alle classiche 313, BJ3, S-bend Pass, sicuramente proverò il mio Blind Judge 3!».

– Lo scorso anno avevi come sponsor North e Ion. Hai aggiunto nuovi supporter per questa nuova stagione?
«Fortunatamente sì. Vorrei ringraziare Rédélé il mio sponsor di occhiali, Technoflow per l’aiuto che mi da affinché realizzi il mio sogno e Ortopedical House per i vari controlli fisici».
– Raccontaci il lato femminile di questa disciplina e perché secondo te le donne sono così portate e sempre più in crescita in questo sport.
«Fortunatamente sempre più donne si stanno avvicinando a questa disciplina. È bello vedere il mare che si popola di figure femminili, perché si sa tra donne ci si capisce e il tifo che ci si può fare l’un l’altra è totalmente unico e differente rispetto a quello maschile».
IL VIDEO DI FRANCESCA BAGNOLI
L’atleta italiana ha appena raggiunto Dakhla, in Marocco, per allenarsi in vista della prima tappa del Pkra World Tour 2015 dove tenterà la qualificazione. Per lei nuovi sponsor e la solita grinta, ma anche una sana voglia di godersi le gare e divertirsi.
Se in pochi anni il kitesurf è diventato una disciplina straordinariamente popolare è anche perché tra le fila di praticanti e appassionati c’è un numero sempre più alto di donne che spesso agevolate dal fisico e dall’innata attitudine alla grazia spesso durante le manovre risultano più spettacolari degli uomini. Tra loro poi ci sono anche ragazze che fanno sul serio, quindi non solo innamorate di questo sport, ma atlete professioniste per le quali il kitesurf diventa carriera e che a costo di molti sacrifici vorrebbero aprirsi un varco nel mondo delle competizioni.
In Italia una di queste ragazze sognatrici con la testa alle medaglie e i piedi ben calzati nei boots è la giovane Francesca Bagnoli. Toscana, classe 1994, ha iniziato a praticare kite nel 2009 durante un soggiorno a Paracurù, in Brasile, con la famiglia. Da quel momento è scattata una scintilla che l’ha portata in pochi anni a conquistare il titolo italiano Freestyle nel 2013 e un prestigioso secondo posto nella seconda tappa del Kitesurf Europe Tour a Gizzeria (Cz) nel 2014. Ad oggi non sono pochi gli ammiratori del suo stile aggressivo e il sorriso contagioso che sfodera a chi la incrocia in spiaggia o durante le gare.

Noi di www.kitesurfing.it l’abbiamo raggiunta a Dakhla, in Marocco, dove è appena arrivata per allenarsi in vista della prima tappa del Pkra World Tour 2015 in partenza il prossimo 18 marzo. Non è la sua prima partecipazione al Mondiale ma naturalmente il suo entusiasmo è alle stelle e l’adrenalina scorre a fiumi. Ecco l’intervista che ci ha rilasciato tra una sessione e l’altra di allenamento e per la quale la ringraziamo:

– Francesca a 21 anni oggi sei una delle protagoniste della scena nazionale e internazionale del Kitesurf. Come, dove e quando hai scoperto questo sport?
«Ho scoperto questo sport grazie a mio padre che già praticava kitesurf da molti anni. Ho sempre desiderato conoscere i segreti del mestiere, ma mio papà mi ha insegnato solo nel 2009. Avevo 15 anni ed ero molto piccola fisicamente, infatti, per paura che mi succedesse qualcosa, ha sempre ritardato il mio apprendimento con scuse del tipo “c’è troppo vento”, “c’è troppa gente”, “c’è poco vento”, ma quando si è deciso a farlo è scoppiata subito una grande passione».

– Come ti sei avvicinata al mondo delle competizioni?
«Vengo dall’ambiente della ginnastica artistica dove le competizioni sono molto frequenti. Mi piace l’adrenalina della gara e quella voglia di dare il massimo. Ma devo ringraziare moltissimo Nico Salvini del negozio City Surf Tirrenia che mi ha dato la prima spinta per affrontare la prima gara».

– In pochi anni hai raggiunto obiettivi sportivi importanti e non è la prima volta che partecipi al Pkra. Qual’è lo spirito con cui ritorni quest’anno a questa prestigiosa competizione?
«Diciamo che questa tappa a Dakhla non capita proprio in un bel periodo per me. L’allenamento brasiliano è finito da un pezzo e dalle mie parti, il vento non soffia molto frequentemente, soprattutto durante l’inverno. Perciò per questa tappa penso solo a dare il massimo e soprattutto divertirmi, quel che sarà sarà».

– Il Pkra sta diventando un ambiente sempre più professionale, supertecnico e giovane. Ti trovi a tuo agio in questa nuova fase della competizione?
«Si, mi piace molto l’ambiente che ho trovato qui in Marocco. Tutti i ragazzi sono tranquilli e amichevoli e soprattutto siamo tutti accomunati da una passione».
– Su quali manovre punterai per impressionare i giudici? Hai qualche asso nella manica?
«Beh, accanto alle classiche 313, BJ3, S-bend Pass, sicuramente proverò il mio Blind Judge 3!».

– Lo scorso anno avevi come sponsor North e Ion. Hai aggiunto nuovi supporter per questa nuova stagione?
«Fortunatamente sì. Vorrei ringraziare Rédélé il mio sponsor di occhiali, Technoflow per l’aiuto che mi da affinché realizzi il mio sogno e Ortopedical House per i vari controlli fisici».
– Raccontaci il lato femminile di questa disciplina e perché secondo te le donne sono così portate e sempre più in crescita in questo sport.
«Fortunatamente sempre più donne si stanno avvicinando a questa disciplina. È bello vedere il mare che si popola di figure femminili, perché si sa tra donne ci si capisce e il tifo che ci si può fare l’un l’altra è totalmente unico e differente rispetto a quello maschile».
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