30 Marzo 2011

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Intervista a Simone Vannucci: come nasce un nuovo Kite

di: Redazione Kitesurfing

INTERVITA A SIMONE VANNUCCI

Abbiamo intervistato Simone Vannucci, Product Manager di Royal Kiteboarding, per farci spiegare come nasce il progetto di un’ala da kitesurf.

Ciao Simone, intanto raccontaci brevemente qualcosa di te… per chi già non ti conoscesse!

Nato a Firenze nel ’73 ho scoperto il windsurf abbastanza tardi. Nell’inverno ’98/’99 conobbi e segui a Maui una ragazza che mi avrebbe cambiato la vita introducendomi ad un nuovo sport nel momento idale. Grazie a Samanatha Batt ho avuto la possibilita’ di vedere da vicinissimo i primi passi di un nuovissimo sport. Prima con un Wipika 5.0 a due cavi, poi con uno a cassoni, nel 2000 buttai tutto per passare a quello che fu per tutti una vera rivoluzione; Il Naish AR 5.0 a 4 cavi. In quell’anno iniziai anche la il mio rapporto con RRD. Nei 7 anni successivi ho partecipato al campionato Italiano, a quello tedesco, sono stato invitato a partecipare al BMC World Tour, per 3 anni ho concluso il tour PKRA nei primi 10 e il quarto posto alla RedBull King Of The Air Maui 2003 e’ stato il mio miglior risultato internazionale.
Dal 2003 ho iniziato a disegnare i kites RRD fino ad arrivare a Royal Kiteboarding nel 2007.


Quindi possiamo dire che sei un Designer di vele da kitesurf?


Si, mi curo del disegno, dello sviluppo e della produzione di tutte le tavole e i kites Royal.


Veniamo al dunque. Come nasce un nuovo modello di vela?

Si parte sempre da un progetto che racchiude le caratteristiche che si vogliono ottenere se trattasi di un nuovo kite oppure da una lista di cose su cui si intende lavorare se trattasi dell’aggiornamento di un prodotto esistente.


 E dopo il progetto quali sono le fasi successive?


 A questo punto inizia il lavoro con prototipi.
Se e’ un progetto ex-novo inizio con 6 kites diversi se si tratta di un aggiornamento di un kite esistente porto allora porto avanti due progetti separati [3 kites completamente nuovi e 3 versioni modificate del kite dell’anno precedente]. Si provano e si sceglie quello che meglio risponde a quello che si cerca di ottenere e si va avanti con quello. Anche il miglior kite modificato viene salvato e ci si lavora sopra. Ambedue i progetti vengono sviluppati per 3/4 generazioni, poi scelgo il progetto che mi da piu’ garanzie e inizio a lavorare su tutte le misure. Da questo momento ci vogliono in media 4/7 generazioni per ogni misura per finalizzare il tutto per la produzione. In tutto un processo che dura diversi mesi.


C’è un progetto a cui sei particolarmente legato?


 Sono appena rientrato da San Francisco dove con Joey Pasquali abbiamo finito l’ERAracePRO ed è stato sicuramente il progetto più stimolante da quando ho iniziato a disegnare vele. In parte perchè rappresentava una vera sfida essendo il primissimo kite sul mercato realizzato esclusivamente per il race, ma sopratutto perche’ essendo un’ala disegnata per andare il piu’ veloce possibile, poco importavano le sensazioni personali e tutto è stato testato con continui allineamenti in mare e regatando confrontando continuamente i dati rilevati dai GPS. L’estrema tecnicita’ di questa disciplina mi ha stimolato moltissimo. Il risultato ottenuto con queste ali a 9 stecche e’ veramente impressionante. L’ERAracePRO [10 | 13 | 16 | 19] si unisce oggi alle 3 tavole STEALTH dando vita ad una linea completamente dedicata al race e unica nel suo genere: La Royal Factory Racing Line.


 Restiamo su Royal: ho visto che differenziate le vele in base all’apertura dell’arco, piuttosto che per altre caratteristiche, ci spieghi il perché di questa scelta?


 Questa scelta è nata dal desiderio di offrire kites per tutti i gusti mantenendo la scelta il più semplice e istintiva possibile in linea con la filosofia Royal. Personalmente ho sempre pensato che utilizzare termini quali Freestyle o Freeride volesse dire tutto e niente creando confusione in chi deve scegliere l’ala giusta per il suo modo di navigare. Mi è sembrato molto più naturale dividere le ali in base a come appaiono [aperture dell’arco] e al loro modo di volare [hooked-in | All-Around | un-hooked].
Per chi non e’ interessato a navigare staccato dal trapezio, l’ERA offre quella potenza e lift in piu’ derivanti da un arco della Leading Edge molto piu’ ampio.
Per chi ama eseguire manovre staccato dal trapezio il Solo e’ la scelta piu’ adatta per la reattivita’, velocita’ e volo staccato dal trapezio tipici del suo arco chiuso a C.
Per chi invece sta’ ancora sviluppando il proprio stile e non vuole precludersi niente abbiamo creato l’XTera.
Un nuovo kite che per ampiezza di arco e sensazioni si pone esattamente a meta’ tra ERA e Solo. Un kite meno potente degli altri due, con un profilo piu’ profondo che ispira confidenza sia attaccato che staccato dal trapezio. Il kite ideale per chi vuol fare un po di tutto o semplicemente prendere confidenza con un kite veramente All-Around e meno specifico.

Un’ultima domanda: quali sono state secondo te le invenzioni che hanno segnato lo sviluppo delle ali da kitesurf?

I 4 cavi e il de-power sono stati la vera rivoluzione del nostro sport. Con essi la bolina, i salti e la sicurezza sono cambiati per sempre. In quel momento il kitesurf e’ diventato uno sport. Correva l’anno 2000.

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INTERVITA A SIMONE VANNUCCI

Abbiamo intervistato Simone Vannucci, Product Manager di Royal Kiteboarding, per farci spiegare come nasce il progetto di un’ala da kitesurf.

Ciao Simone, intanto raccontaci brevemente qualcosa di te… per chi già non ti conoscesse!

Nato a Firenze nel ’73 ho scoperto il windsurf abbastanza tardi. Nell’inverno ’98/’99 conobbi e segui a Maui una ragazza che mi avrebbe cambiato la vita introducendomi ad un nuovo sport nel momento idale. Grazie a Samanatha Batt ho avuto la possibilita’ di vedere da vicinissimo i primi passi di un nuovissimo sport. Prima con un Wipika 5.0 a due cavi, poi con uno a cassoni, nel 2000 buttai tutto per passare a quello che fu per tutti una vera rivoluzione; Il Naish AR 5.0 a 4 cavi. In quell’anno iniziai anche la il mio rapporto con RRD. Nei 7 anni successivi ho partecipato al campionato Italiano, a quello tedesco, sono stato invitato a partecipare al BMC World Tour, per 3 anni ho concluso il tour PKRA nei primi 10 e il quarto posto alla RedBull King Of The Air Maui 2003 e’ stato il mio miglior risultato internazionale.
Dal 2003 ho iniziato a disegnare i kites RRD fino ad arrivare a Royal Kiteboarding nel 2007.


Quindi possiamo dire che sei un Designer di vele da kitesurf?


Si, mi curo del disegno, dello sviluppo e della produzione di tutte le tavole e i kites Royal.


Veniamo al dunque. Come nasce un nuovo modello di vela?

Si parte sempre da un progetto che racchiude le caratteristiche che si vogliono ottenere se trattasi di un nuovo kite oppure da una lista di cose su cui si intende lavorare se trattasi dell’aggiornamento di un prodotto esistente.


 E dopo il progetto quali sono le fasi successive?


 A questo punto inizia il lavoro con prototipi.
Se e’ un progetto ex-novo inizio con 6 kites diversi se si tratta di un aggiornamento di un kite esistente porto allora porto avanti due progetti separati [3 kites completamente nuovi e 3 versioni modificate del kite dell’anno precedente]. Si provano e si sceglie quello che meglio risponde a quello che si cerca di ottenere e si va avanti con quello. Anche il miglior kite modificato viene salvato e ci si lavora sopra. Ambedue i progetti vengono sviluppati per 3/4 generazioni, poi scelgo il progetto che mi da piu’ garanzie e inizio a lavorare su tutte le misure. Da questo momento ci vogliono in media 4/7 generazioni per ogni misura per finalizzare il tutto per la produzione. In tutto un processo che dura diversi mesi.


C’è un progetto a cui sei particolarmente legato?


 Sono appena rientrato da San Francisco dove con Joey Pasquali abbiamo finito l’ERAracePRO ed è stato sicuramente il progetto più stimolante da quando ho iniziato a disegnare vele. In parte perchè rappresentava una vera sfida essendo il primissimo kite sul mercato realizzato esclusivamente per il race, ma sopratutto perche’ essendo un’ala disegnata per andare il piu’ veloce possibile, poco importavano le sensazioni personali e tutto è stato testato con continui allineamenti in mare e regatando confrontando continuamente i dati rilevati dai GPS. L’estrema tecnicita’ di questa disciplina mi ha stimolato moltissimo. Il risultato ottenuto con queste ali a 9 stecche e’ veramente impressionante. L’ERAracePRO [10 | 13 | 16 | 19] si unisce oggi alle 3 tavole STEALTH dando vita ad una linea completamente dedicata al race e unica nel suo genere: La Royal Factory Racing Line.


 Restiamo su Royal: ho visto che differenziate le vele in base all’apertura dell’arco, piuttosto che per altre caratteristiche, ci spieghi il perché di questa scelta?


 Questa scelta è nata dal desiderio di offrire kites per tutti i gusti mantenendo la scelta il più semplice e istintiva possibile in linea con la filosofia Royal. Personalmente ho sempre pensato che utilizzare termini quali Freestyle o Freeride volesse dire tutto e niente creando confusione in chi deve scegliere l’ala giusta per il suo modo di navigare. Mi è sembrato molto più naturale dividere le ali in base a come appaiono [aperture dell’arco] e al loro modo di volare [hooked-in | All-Around | un-hooked].
Per chi non e’ interessato a navigare staccato dal trapezio, l’ERA offre quella potenza e lift in piu’ derivanti da un arco della Leading Edge molto piu’ ampio.
Per chi ama eseguire manovre staccato dal trapezio il Solo e’ la scelta piu’ adatta per la reattivita’, velocita’ e volo staccato dal trapezio tipici del suo arco chiuso a C.
Per chi invece sta’ ancora sviluppando il proprio stile e non vuole precludersi niente abbiamo creato l’XTera.
Un nuovo kite che per ampiezza di arco e sensazioni si pone esattamente a meta’ tra ERA e Solo. Un kite meno potente degli altri due, con un profilo piu’ profondo che ispira confidenza sia attaccato che staccato dal trapezio. Il kite ideale per chi vuol fare un po di tutto o semplicemente prendere confidenza con un kite veramente All-Around e meno specifico.

Un’ultima domanda: quali sono state secondo te le invenzioni che hanno segnato lo sviluppo delle ali da kitesurf?

I 4 cavi e il de-power sono stati la vera rivoluzione del nostro sport. Con essi la bolina, i salti e la sicurezza sono cambiati per sempre. In quel momento il kitesurf e’ diventato uno sport. Correva l’anno 2000.

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