17 Luglio 2014

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Greta, il futuro del kitesurf azzurro

di: Kitesurfing Editorial Team

GRETA MENARDO CAMPIONESSA DEL KITESURF

Sulla gazzetta dello sport ecco un articolo su la nostra portacolori italiana Greta Menardo ai mondiali juoniores, che si sono tenuti pochi giorni fa, dove Greta ha conquistato il bronzo in una gara non certo facile.

Ecco l’articolo:

Kitesurfing. Lo sport che aggiunge una specie di paracadute (simile nella forma a quelli usati nel parapendio) ad una tavola non troppo diversa diversa da quelle usate nel surf da onda. Spostando di fatto la navigazione a vela in un’altra dimensione, quella del cielo, del volo. Una disciplina nuova destinata ad un probabile successo dopo che è ormai quasi certa la sua entrata nel programma olimpico a partire dal 2020. Una settimana fa, in Spagna, un po’ a sorpresa e dopo una prodigiosa rimonta (è stata a un passo dall’eliminazione nelle prime batterie), ha conquistato il terzo posto nel campionato mondiale giovanile di Kitesurfing categoria free style, in una flotta di 40 ragazzi di 20 nazionalità diversa, Greta Menardo. Greta ha 16 anni, viene da Lodi. Segni particolari: bellissima. Il suo sorriso aperto è irresistibile, come lo sono i suoi lunghissimi capelli. Il podio iridato non è passato inosservato. Uno degli sponsor più importanti del settore ha scelto lei e la sua faccia per una campagna mondiale di lancio della disciplina invitandola alle Hawaii per un servizio fotografico che renderà la sua faccia molto popolare. Da Lodi, bassa padana (dove Greta vive) all’arcipelago del Pacifico più famoso, il passo è lungo. E, per certi versi sorprendente. “Non ci sono tradizioni marinaresche in famiglia -dice il padre Roberto che poi specifica- io sono piemontese di montagna, la mamma è milanese. E nessuno di noi è mai salito su un kite o su una barca a vela. Greta ha cominciato per gioco, sul Garda, quando aveva solo 8 anni. Le piaceva e ha continuato a praticarlo nelle vacanze, la scuola è naturalmente il suo primo dovere. Così è stato anche quest’anno”. Il diverso, stavolta, è che salita sulla tavola dopo 8 mesi di stop scolastico e un mese scarso di allenamento Greta si è trovata naturalmente tra le primissime al mondo. “Il mondiale spagnolo è stato molto intenso e per me tutto in salita -racconta Greta- alla fine ero stanchissima.” L’eco dell’impresa l’ha raggiunta subito dopo: “su Facebook mi hanno scritto da tutto il mondo. C’è chi mi scrive che rappresento un modello, qualcuna che vorrebbe essere come me. Non me lo aspettavo, mi ha colpito e fatto molto piacere. Il kitesurfing è bellissimo e lo è anche anche l’ambiente, stiamo in spiaggia, ci divertiamo molto. E’ più di uno sport, quasi un modo di vivere, in sintonia con il mare e il vento”. E la prospettiva olimpica? “Per ora non ci penso -risponde Greta sicura- ci sono ragazze più esperte di me. Faccio la quinta ginnasio e la scuola è una priorità visto che posso andare in kite solo se vado bene a scuola”. Un ottimo proposito. Che forse non è però del tutto alternativo alla carriera sportiva. Magari il servizio fotografico a Honolulu e le copertine di qualche rivista contribuisco a farle cambiare idea.

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Kitesurfing. Lo sport che aggiunge una specie di paracadute (simile nella forma a quelli usati nel parapendio) ad una tavola non troppo diversa diversa da quelle usate nel surf da onda. Spostando di fatto la navigazione a vela in un’altra dimensione, quella del cielo, del volo. Una disciplina nuova destinata ad un probabile successo dopo che è ormai quasi certa la sua entrata nel programma olimpico a partire dal 2020. Una settimana fa, in Spagna, un po’ a sorpresa e dopo una prodigiosa rimonta (è stata a un passo dall’eliminazione nelle prime batterie), ha conquistato il terzo posto nel campionato mondiale giovanile di Kitesurfing categoria free style, in una flotta di 40 ragazzi di 20 nazionalità diversa, Greta Menardo. Greta ha 16 anni, viene da Lodi. Segni particolari: bellissima. Il suo sorriso aperto è irresistibile, come lo sono i suoi lunghissimi capelli. Il podio iridato non è passato inosservato. Uno degli sponsor più importanti del settore ha scelto lei e la sua faccia per una campagna mondiale di lancio della disciplina invitandola alle Hawaii per un servizio fotografico che renderà la sua faccia molto popolare. Da Lodi, bassa padana (dove Greta vive) all’arcipelago del Pacifico più famoso, il passo è lungo. E, per certi versi sorprendente. “Non ci sono tradizioni marinaresche in famiglia -dice il padre Roberto che poi specifica- io sono piemontese di montagna, la mamma è milanese. E nessuno di noi è mai salito su un kite o su una barca a vela. Greta ha cominciato per gioco, sul Garda, quando aveva solo 8 anni. Le piaceva e ha continuato a praticarlo nelle vacanze, la scuola è naturalmente il suo primo dovere. Così è stato anche quest’anno”. Il diverso, stavolta, è che salita sulla tavola dopo 8 mesi di stop scolastico e un mese scarso di allenamento Greta si è trovata naturalmente tra le primissime al mondo. “Il mondiale spagnolo è stato molto intenso e per me tutto in salita -racconta Greta- alla fine ero stanchissima.” L’eco dell’impresa l’ha raggiunta subito dopo: “su Facebook mi hanno scritto da tutto il mondo. C’è chi mi scrive che rappresento un modello, qualcuna che vorrebbe essere come me. Non me lo aspettavo, mi ha colpito e fatto molto piacere. Il kitesurfing è bellissimo e lo è anche anche l’ambiente, stiamo in spiaggia, ci divertiamo molto. E’ più di uno sport, quasi un modo di vivere, in sintonia con il mare e il vento”. E la prospettiva olimpica? “Per ora non ci penso -risponde Greta sicura- ci sono ragazze più esperte di me. Faccio la quinta ginnasio e la scuola è una priorità visto che posso andare in kite solo se vado bene a scuola”. Un ottimo proposito. Che forse non è però del tutto alternativo alla carriera sportiva. Magari il servizio fotografico a Honolulu e le copertine di qualche rivista contribuisco a farle cambiare idea.

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