21 Ottobre 2008

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Maria Piscopo Campionessa d’Italia Race. Ecco una sua intervista a caldo dopo la vittoria.

di: Redazione Kitesurfing

Ecco in esclusiva nazionale una sua intervista…

1- Quando e come è nata la tua passione per lo sport?

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato da piccola con la danza e l’equitazione, per poi passare al judo e all’atletica leggera. È stato sempre un divertimento per me anche adesso che partecipando al campionato italiano di kitesurf sono riuscita a conquistare alcuni titoli importanti.

2- Come hai conosciuto il kitesurfing?

Il lido che frequentavo d’estate era pieno di kiters che mi hanno contagiato la passione per il mare ed il vento. Dopo aver finito l’università ho deciso di iniziare facendo un corso a Tarifa in Spagna.

3- Come fai a unire il tuo lavoro di ricercatrice ed odontoiatra con la tua passione per il kitesurfing?

Questa è la difficoltà più grande. Essendo uno sport legato al vento, non sempre i miei giorni liberi coincidono con le giornate in cui Eolo è presente. Fortunatamente le previsioni metereologiche sono piuttosto attendibili e questo mi aiuta a programmare gli impegni. Sicuramente sottraggo tempo all’una ed all’altra attività, ma va bene così.

4- Quante ore alla settimana dedichi a questa attività? E agli altri sport a cui ti dedichi?

Quando c’è vento nei week-end sto in acqua non meno di 3 ore al giorno. Durante la settimana tutto si complica perché per raggiungere lo spot in cui mi alleno è necessaria un’ora di viaggio. Invece in inverno praticare lo snowboard e lo snowkite è più semplice…la neve c’è sicuramente, quello che può mancare è il vento. Quando il lavoro non permette di allontanarmi, un’ora per correre la sera o per nuotare in pausa pranzo la trovo sempre. Nei giorni di “buca” di vento mi rilasso anche con lo yoga.

5- Cosa provi quando ti dedichi a questa attività? E’ un modo per rilassarti o la vivi come una sfida con te stessa?

Principalmente è un divertimento, è incredibile come passi velocemente il tempo mentre lo pratico. Riesce a distrarmi da qualsiasi pensiero ed estraniarmi dallo stress quotidiano. Una volta in acqua è come staccare la spina dai problemi della routine, e quando ho finito la mia uscita, nonostante la stanchezza, psicologicamente sono carica e pronta ad affrontare tutto.

6- Come vengono considerate le donne nel mondo del kitesurf? Siete in tante o è uno sport “maschile”?

Le donne kiter sono poche, anche per questo ricevono attenzioni dagli uomini, sempre premurosi nel dare una mano. Suppongo che ai “maschietti” non dispiaccia vederle in acqua con loro… anzi! Molte donne si stanno innamorando di questo sport e presto saremo molte di più.

7- Gareggi contro uomini o siete divise in categorie?

Ci sono sempre classifiche separate, anche se in alcune tipologie di gare ( es. long distance) si parte tutti insieme.

8- Come ricordi la tua prima vittoria?

Entusiasmante! Ero contentissima e sorpresa. Ho avuto la fortuna di gareggiare con gente particolarmente “cool” e la premiazione è stata una festa per tutti…una bella emozione.

9- Sei mai stata sconfitta durante un campionato a cui tenevi particolarmente?

Ogni gara per me è sempre un divertimento, quindi con questo spirito qualsiasi risultato per me è un successo.

10- Cosa consiglieresti ad una donna che si vuole avvicinare al kitesurfing?

Innanzitutto consiglierei di fare un corso di kitesurf con istruttori qualificati, nella stagione calda, così da rendere meno traumatiche le prime cadute in acqua e dove ci sia poca confusione in modo da concentrarsi su quello che si sta facendo.
Naturalmente bisogna entrare in acqua con lo spirito giusto e col sorriso sulle labbra.
Buon vento a tutti.

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di: Redazione Kitesurfing

Ecco in esclusiva nazionale una sua intervista…

1- Quando e come è nata la tua passione per lo sport?

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita. Ho iniziato da piccola con la danza e l’equitazione, per poi passare al judo e all’atletica leggera. È stato sempre un divertimento per me anche adesso che partecipando al campionato italiano di kitesurf sono riuscita a conquistare alcuni titoli importanti.

2- Come hai conosciuto il kitesurfing?

Il lido che frequentavo d’estate era pieno di kiters che mi hanno contagiato la passione per il mare ed il vento. Dopo aver finito l’università ho deciso di iniziare facendo un corso a Tarifa in Spagna.

3- Come fai a unire il tuo lavoro di ricercatrice ed odontoiatra con la tua passione per il kitesurfing?

Questa è la difficoltà più grande. Essendo uno sport legato al vento, non sempre i miei giorni liberi coincidono con le giornate in cui Eolo è presente. Fortunatamente le previsioni metereologiche sono piuttosto attendibili e questo mi aiuta a programmare gli impegni. Sicuramente sottraggo tempo all’una ed all’altra attività, ma va bene così.

4- Quante ore alla settimana dedichi a questa attività? E agli altri sport a cui ti dedichi?

Quando c’è vento nei week-end sto in acqua non meno di 3 ore al giorno. Durante la settimana tutto si complica perché per raggiungere lo spot in cui mi alleno è necessaria un’ora di viaggio. Invece in inverno praticare lo snowboard e lo snowkite è più semplice…la neve c’è sicuramente, quello che può mancare è il vento. Quando il lavoro non permette di allontanarmi, un’ora per correre la sera o per nuotare in pausa pranzo la trovo sempre. Nei giorni di “buca” di vento mi rilasso anche con lo yoga.

5- Cosa provi quando ti dedichi a questa attività? E’ un modo per rilassarti o la vivi come una sfida con te stessa?

Principalmente è un divertimento, è incredibile come passi velocemente il tempo mentre lo pratico. Riesce a distrarmi da qualsiasi pensiero ed estraniarmi dallo stress quotidiano. Una volta in acqua è come staccare la spina dai problemi della routine, e quando ho finito la mia uscita, nonostante la stanchezza, psicologicamente sono carica e pronta ad affrontare tutto.

6- Come vengono considerate le donne nel mondo del kitesurf? Siete in tante o è uno sport “maschile”?

Le donne kiter sono poche, anche per questo ricevono attenzioni dagli uomini, sempre premurosi nel dare una mano. Suppongo che ai “maschietti” non dispiaccia vederle in acqua con loro… anzi! Molte donne si stanno innamorando di questo sport e presto saremo molte di più.

7- Gareggi contro uomini o siete divise in categorie?

Ci sono sempre classifiche separate, anche se in alcune tipologie di gare ( es. long distance) si parte tutti insieme.

8- Come ricordi la tua prima vittoria?

Entusiasmante! Ero contentissima e sorpresa. Ho avuto la fortuna di gareggiare con gente particolarmente “cool” e la premiazione è stata una festa per tutti…una bella emozione.

9- Sei mai stata sconfitta durante un campionato a cui tenevi particolarmente?

Ogni gara per me è sempre un divertimento, quindi con questo spirito qualsiasi risultato per me è un successo.

10- Cosa consiglieresti ad una donna che si vuole avvicinare al kitesurfing?

Innanzitutto consiglierei di fare un corso di kitesurf con istruttori qualificati, nella stagione calda, così da rendere meno traumatiche le prime cadute in acqua e dove ci sia poca confusione in modo da concentrarsi su quello che si sta facendo.
Naturalmente bisogna entrare in acqua con lo spirito giusto e col sorriso sulle labbra.
Buon vento a tutti.

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