3 Dicembre 2008

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Incidente a Ladispoli, 8 mesi lontano dal mare

di: Kitesurfing Editorial Team

L’incidente del 1 dicembre sulle spiaggie di Roma Nord a Ladispoli si è concluso con un lieto fine…

Nonostante alcune fratture, non sono stati riscontrati ne danni celebrali ne danni alla spina dorsale…

Questo è quello che ci racconta un amico del malcapitato Gianluca…

Ragazzi,
vi racconto… si chiama Gianluca (“Gianlu” x gli amici). Facciamo kite insieme da oltre 8 anni. Lo considero esperto.
Ero con lui e sono stato il primo a soccorrerlo.
La scena è la seguente: Marina di San Nicola, spiaggione; arriviamo alle 13.30 per un’ora di divertimento a cavallo del pranzo. Il vento è sostenuto (intorno ai 20-25 nodi) da mare; mare grosso e tempo nuvoloso; nessuno in spiaggia; in lontananza verso sud in mezzo al mare 2 kite; lui decide di montare la 9 (north rhino con 5° cavo e tutti i sistemi di sicurezza funzionanti); io invece non me la sento di montare il kite (avevo una 9 anche io) e decido di farmi una sessione con il windsurf; ho pensato che ci saremmo comunque divertiti e tenuti sotto controllo. Monto la mia vela, metto la muta ed esco per primo; vento forte, non particolarmente rafficato e condizioni (ho pensato) “fattibili” seppur toste. Torno in spiaggia; Gianlu mi chiede di lanciargli l’ala; in effetti in quel momento il vento gira leggermente da sud e aumenta; comunque mi dice di lanciarla; una volta in aria, mi conferma che la tiene. Fin qui tutto ok. Si fa un primo bordo di bolina (con le onde e corrente che lo spingono un pò sotto riva); mi assicuro che la tiene e decido di raggiungerlo con il Windsurf. Faccio il primo bordo; mi rendo conto che il vento è aumentato; guardo Gianlu che, sottovento a me, sempre di bolina, tenta di superare il primo shore break e ancora tutto ok. Veramente in un secondo accade tutto: al mio secondo bordo, mi vedo Gianlu in aria. In un primo momento ho pensato ad un salto alto ma gestibile. Purtroppo invece di atterrare continua a salire. Perde il controllo dell’ala e lui comincia a ruotare. Atterra sul bagnasciuga e viene trascinato verso terra. Mollo il windsurf, raggiungo a nuoto la spiaggia. Lo trovo incosciente sulla spiaggia, faccia sanguinante e kite ancora in tensione con il rischio che riprendesse il volo. Veramente una scena che non auguro a nessuno. Mi ricordo un silenzio incredibile. Lo sgancio immediatamente dal depower e dal leash; l’ala subito dopo riprende il volo e cade oltre un recinto con filo spinato. Gli grido e si riprende ma completamente stordito. Gli dico di non muoversi. Lo lascio e corro a chiamare il 118 chiedendo un elicottero. In 10 minuti arriva l’ambulanza, lo portano a Ladispoli prima e poi al Gemelli in elicottero.
Gli riscontrano Tac negativa, nessun danno alla spina dorsale e testa. Una spalla lussata ed il femore rotto in 3 parti. Niente altro. L’ho visto oggi, è bloccato a letto con un chiodo nel ginocchio, la faccia tumefatta, ma i medici dicono che stà bene! si deve operare alla gamba. Lo aspettano 8 mesi per recuperare la forma ed un gran calvario… uff… lo considero miracolato perchè poteva andare molto ma molto peggio…
Voglio ringraziare veramente di cuore tutti i medici del Poliambulatorio di Ladispoli che sono arrivati velocissimi, con una organizzazione logistica perfetta.
Ringrazio i medici del pronto soccorso del Gemelli che sono stati veramente forti nel prendersi subito cura di Gialu in modo perfetto.
Ringrazio 2 ragazze (di cui non conosco il nome, accorse in spiaggia, che mi hanno aiutato a recuperare tutto una volta che Gianlu era partito con l’ambulanza) e 2 signore che passeggiavano con i propri cani in quel momento in quel punto ed hanno prestato aiuto immediato.
In conclusione, con queste condizioni così instabili, il nostro sport diventa veramente pericoloso anche per i più esperti. Anche i sistemi di sicurezza, per quanto evoluti, non servono (Gianlu poi mi poi ha chiesto se era riuscito a sganciarsi dal leash… non c’era riuscito perchè l’ho sganciato io dopo). Il nostro sport è bellissimo… ma per divertirci, dobbiamo avere coscienza dei nostri limiti, oltre i quali non è proprio possibile andare!
Saluti a tutti… Forza Gianlu!

PS: un grande abbraccio anche al ragazzo di Palidoro che avuto l’incidente la settimana scorsa…

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Ero con lui e sono stato il primo a soccorrerlo.
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Gli riscontrano Tac negativa, nessun danno alla spina dorsale e testa. Una spalla lussata ed il femore rotto in 3 parti. Niente altro. L’ho visto oggi, è bloccato a letto con un chiodo nel ginocchio, la faccia tumefatta, ma i medici dicono che stà bene! si deve operare alla gamba. Lo aspettano 8 mesi per recuperare la forma ed un gran calvario… uff… lo considero miracolato perchè poteva andare molto ma molto peggio…
Voglio ringraziare veramente di cuore tutti i medici del Poliambulatorio di Ladispoli che sono arrivati velocissimi, con una organizzazione logistica perfetta.
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Ringrazio 2 ragazze (di cui non conosco il nome, accorse in spiaggia, che mi hanno aiutato a recuperare tutto una volta che Gianlu era partito con l’ambulanza) e 2 signore che passeggiavano con i propri cani in quel momento in quel punto ed hanno prestato aiuto immediato.
In conclusione, con queste condizioni così instabili, il nostro sport diventa veramente pericoloso anche per i più esperti. Anche i sistemi di sicurezza, per quanto evoluti, non servono (Gianlu poi mi poi ha chiesto se era riuscito a sganciarsi dal leash… non c’era riuscito perchè l’ho sganciato io dopo). Il nostro sport è bellissimo… ma per divertirci, dobbiamo avere coscienza dei nostri limiti, oltre i quali non è proprio possibile andare!
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