Kitesurf: l'assicurazione a misura di istruttore

Scuole di Kitesurf: le responsabilità in gioco

Insegnare a navigare e gestire l'attrezzatura in sicurezza è l'obiettivo di tutte le scuole di kitesurf. Oltre a rispettare metodi didattici collaudati e procedure standard per evitare ogni situazione di rischio, ogni centro deve per legge stipulare una polizza assicurativa al fine di tutelarsi da eventuali danni a terzi. L'esperienza di Giovanni Scalise della 360 Kite School di Crotone.

In pochi anni il kitesurf è diventato una delle discipline veliche più popolari al mondo. Merito della relativa facilità di apprendimento di questa disciplina che in breve tempo permette a chiunque, dai bambini agli adulti, di navigare liberamente lungo costa assaporando il piacere di planare tra le onde e cimentarsi con salti acrobatici ed evoluzioni a mezz'aria.

Per iniziare servono infatti pochi requisiti, principalmente una buona forma fisica e saper nuotare. Superato quindi un corso base con istruttori qualificati si è in grado con poche decine di ore di pratica di essere autonomi, gestire l'attrezzatura e uscire in mare in sicurezza. Può sembrare strano a chiunque assista dalla spiaggia allo spettacolo dei rider che in acqua sfrecciano a tutta velocità e domano il vento compiendo manovre anche a diversi metri di altezza, ma in effetti tutto questo è veramente alla portata di chiunque.

Kite facile da imparare, ma non sottovalutare i rischi

L'altro lato della medaglia rispetto ai tempi brevi con cui s'impara il kite è che i praticanti all'inizio sviluppano, sull'onda dell'entusiasmo di riuscire subito a navigare, una sorta di sensazione di onnipotenza che non solo è illusoria, ma può essere anche pericolosa.

Per quanto semplice da praticare il kitesurf rimane infatti uno sport estremo che in determinate condizioni di vento e di mare richiede grande esperienza e può essere rischioso per sé stessi e per gli altri. Oggi le attrezzature dopo anni di evoluzione sono super sicure grazie a profili alari dalle grandi prestazioni, ampi range di depotenziamento della vela e sistemi di sgancio rapido del rider. L'inconveniente o l'avaria può sempre capitare, ma in linea di massima dietro alla maggior parte degli attuali incidenti ci sono precise responsabilità da parte di praticanti spericolati, impreparati e incoscienti dei rischi. Spesso si sottovalutano le situazioni di pericolo o si sopravvalutano le proprie abilità con conseguenze disastrose: solo qualche mese fa, il 4 aprile 2015, a Barcarès, in Francia, una ragazza di 30 anni è stata sollevata in aria a una decina di metri d'altezza da una'improvvisa raffica di vento ed è atterrata violentemente a terra riportando gravi lesioni.

Occhio alle legge: chi causa danni a terzi deve risarcire

Oltre che fare male a sé stessi, anche seriamente, un incidente con il kite può procurare danni ad altre persone con conseguenze altrettanto importanti, non solo a livello personale, ma sul piano giuridico e penale. Ricordiamo che l'articolo 2.043 del Codice Civile sul Risarcimento per fatto illecito attesta che "Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno". E quel risarcimento, la cui misura è rimessa all'apprezzamento del giudice in forma di indennizzo, è dovuto anche quando chi ha commesso il fatto dannoso sia stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona e tale pericolo non sia stato da lui volontariamente causato nè era altrimenti evitabile (art. 2.045 c.c.). Quindi si paga il danneggiato anche in questi casi.

Session in acqua sicure con un'assicurazione Rc

Ecco perché chiunque pratica il kitesurf dovrebbe possedere un'assicurazione oltre che per infortuni personali durante le uscite e rimborso spese per assistenza sanitaria, anche per mettersi al riparo da eventuali problemi legali verso terzi. Insomma una copertura assicurativa specifica e possibilmente, visto che i rider viaggiano molto, estesa anche all'estero.

In genere i kiter iscritti a circoli velici o associazioni sportive, così come i soci della Federazione Italiana Vela in cui rientra la disciplina del kitesurf, sono obbligati a stipulare una simile polizza assicurativa, spesso a condizioni agevolate. Chi invece pratica da solo come appassionato dovrebbe seriamente considerare l'opportunità di procurarsi un'assicurazione valida. Sul mercato esistono polizze ad hoc per discipline sportive, anche estreme, quindi perché rischiare?

Assicurazione scuole kite: le responsabilità in gioco

Il problema assicurativo si pone con ancora più vigore soprattutto per le scuole di kitesurf impegnate ogni giorno lungo le coste o sui laghi con corsi didattici ad allievi di ogni livello, bambini compresi, allievi che a fronte di eventuali danni possono citare la scuola e chedere il risarcimento. «Tre sono i fattori da tenere bene a mente quando si sta in spiaggia o in acqua a insegnare a un allievo: imprudenza, imperizia e negligenza, afferma Giovanni Scalise, istruttore Iko di 2° Livello nonché titolare della 360 Kite School di Crotone, in Calabria (www.kitesurfcrotone.it). Queste tre condizioni rappresentano gli elementi decisivi che il giudice valuta in caso di sinistro e laddove presenti implicano colpevolezza e responsabilità precise, patrimoniali e penali, di cui una scuola è chiamata a rispondere. Imprudenza, imperizia e negligenza durante una lezione di kitesurf ­- prosegue Scalise - attengono all'uso di materiali e attrezzature in buono stato e non manipolate arbitrariamente, alla corretta valutazione dello spot e delle condizioni meteorologiche, al rispetto delle procedure di emergenza e dei protocolli di pronto soccorso e assistenza sanitaria e così via. Chi non presta rigorosa attenzione a questi parametri e prende questa professione con leggerezza può andare incontro a guai seri e si espone a eventuali richieste di risarcimento che, ricordo, possono essere espletate fino a 5 anni dall'accadimento».

Nel kitesurf serve una cultura della sicurezza

«Posso sembrare catastrofico e inutilmente apprensivo - prosegue Scalise - ma sono approdato al kitesurf e all'insegnamento di questa disciplina che ho praticato per molto tempo anche all'estero, dopo tanti anni di formazione e lavoro come istruttore di sci e snowboard. In montagna esiste una lunga tradizione sulla sicurezza, una vera e propria cultura imposta dal contesto ambientale spesso estremo e che si esprime nel rispetto di standard precisi e regole ormai ampiamente collaudate che passano anche per training rigorosi sulla formazione degli istruttori, rilascio dei brevetti e piani di aggiornamento professionale. Oltre naturalmente all'esistenza di coperture assicurative specifiche tra le migliori in termini di pratiche sportive».

Una polizza ad hoc per tutelare istruttori e scuole

L'attenzione alla sicurezza e la consapevolezza dei possibili rischi della professione di istruttore di kitesurf, hanno spinto quest'anno Giovanni Scalise a cercare sul mercato una polizza assicurativa specifica, aggiornata e il più possibile completa per tutelare l'attività della propria scuola in spiaggia e a terra.

In questa ricerca Giovanni ha chiesto l'auto di un broker assicurativo, Flaviano Lenzi (www.lenzibroker.it) collaboratore dell'Amsi (Associazione Italiana Maestri di Sci), con il quale ha in prima battuta definito i dettagli del proprio lavoro, i possibili rischi a cui è esposta la scuola e i suoi istruttori durante la normale routine delle lezioni e quindi ha individuato il tipo di copertura ideale. Dopodiché lo stesso Lenzi ha compiuto un'indagine di mercato a livello nazionale volta a individuare il miglior prodotto assicurativo disponibile, quindi grazie al supporto e la collaborazione di una tra le compagnie leader del settore, è riuscito a stipulare una polizza efficace e a misura di Giovanni e la sua kite school.

Istruttore di kite, professione ancora poco regolamentata

«Il problema principale per una copertura assicurativa dell'istruttore di kitesurf - spiega Lenzi - è che titoli, attività e dinamiche lavorative di questa professione non sono oggetto di una disciplina giuridica specifica, a differenza per esempio del maestro di sci. In montagna gli istruttori e la loro attività professionale sono dettagliatamente regolamentati (Legge Quadro 81/1991), per cui da un lato a fronte di precise responsabilità individuate dal giudice, il danneggiato può più facilmente vedere riconosciuti i propri diritti in sede giuridica, d'altro canto però lo stesso maestro di sci può stipulare polizze più calzanti alla propria attività. Viceversa quella dell'istruttore di kite per il momento è ancora una professione poco regolamentata per cui l'obiettivo èstato quello di individuare un contratto assicurativo altrettanto adeguato.

Punti chiave: risarcimenti, massimali e spese legali

La polizza assicurativa di responsabilità civile di cui gode attualmente la 360 Kite School di Crotone e frutto della collaborazione col broker Flaviano Lenzi prevede la copertura completa per la generale attività didattica del suo titolare, Giovanni, e dei suoi istruttori, non solo nei vari spot della provincia di Crotone in cui si svolgono normalmente i corsi, ma anche a livello nazionale ed extranazionale (tutti i paesi europei facenti parte del bacino del Mediterraneo). Inoltre si estende anche ai locali e alle aree di pertinenza del centro di formazione. I massimali, ossia le somme massime che l'assicuratore è obbligato a pagare all'assicurato, arrivano a 1 milione di euro. Infine copre anche le spese legali fino a un tetto di 25.000 euro in un eventuale procedimento penale connesso al danno. Il pacchetto assicurativo al momento è offerto a un prezzo decisamente competitivo di euro 250,00 per la scuola a cui aggiungere 70,00 euro per i singoli maestri. Insomma una buona polizza a misura del kite e chi vuole insegnarlo serenamente.

«Il kitesurf è una disciplina relativamente giovane - conclude Giovanni Scalise - la cui popolarità all'inizio è stata anche frenata in qualche modo dalla sua pericolosità dovuta ad attrezzature ancora sperimentali e insicure. Oggi questi problemi sono superati ma il mare ha mille incognite e le possibilità di incidente sono sempre in agguato. I responsabili principali di comportamenti pericolosi e incoscienti siamo quasi sempre noi praticanti, ma credo che chi come me sceglie il kite anche come professione ha il dovere giuridico e morale di tutelarsi ma anche di divulgare una cultura della sicurezza e di responsabilità della pratica per vivere solo il bello di questo meraviglioso sport».

Insomma chi gestisce una scuola di kitesurf sa che la professionalità passa anche attraverso il buon senso, la competenza, il rispetto delle regole e la coscienza dei rischi di un'attività che per quanto controllata si pratica con vento e in un ambiente naturale in continua evoluzione. L'esperienza di Giovanni Scalise e la sua scuola possono essere d'aiuto ad altri professionisti del settore che vogliono tutelarsi al meglio e lavorare serenamente. Buoni corsi a tutti!

Chi fosse interessato a maggiori dettagli per l'assicurazione può contattare direttamente tramite email lo stesso Flaviano Lenzi all'indirizzo: flaviano.lenzi@lenzibroker.it.

Articolo redatto da

DAVID INGIOSI

Giornalista e Videoreporter

ufficiostampa@kitesurfing.it


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