Il Kite è la mia religione, ma ora sviluppo il vaccino contro il nuovo Coronavirus

 

In questo periodo drammatico che tutti noi stiamo affrontando a causa dell'emergenza da Coronavirus, il campione di kitesurf Emanuele Minutello, messi da parte gli allenamenti, a livello professionale lavora incessantemente per trovare una soluzione farmaceutica per combattere il Covid-19. Ecco la sua intervista esclusiva per Kitesurfing.it.

 

Lo sport e il Coronavirus non vanno d'accordo.

Del resto "ubi maior, minor cessat", dicevano i latini.

Di fronte a un virus sconosciuto, che si diffonde velocemente, che semina morte e che di fatto paralizza il pianeta a livello sociale, economico e psicologico, lamentarsi di non riuscire a praticare la propria disciplina sportiva preferita suona come un accordo jazz in una canzone popolare: è stonato, superfluo, inopportuno e provocatoriamente snob.

Mettiamoci l'anima in pace e rimandiamo il piacere di dedicarci alle nostre passioni ludico-sportive a emergenza finita.

Compreso il kitesurf che nel suo intimo è uno sport che sta all'opposto dell'isolamento e dell'immobilismo casalingo, anzi sa profondamente di libertà e celebra la vita.

Le nostre session, ne siamo certi, dopo questa pausa forzata saranno ancora più belle e vissute fino all'ultima planata.

Sarà così per tutti noi appassionati, ma anche per i rider professionisti che in un futuro speriamo vicino riprenderanno gli allenamenti e gli eventi nazionali e internazionali.

Nel frattempo qualcuno di loro non se ne sta con le mani in mano, ma continua a lavorare in un settore che potrebbe darci qualche speranza proprio contro il Covid-19.

Stiamo parlando di Emanuele Minutello, che oltre a essere uno dei migliori rappresentanti del Freestyle italiano è anche un biomedico molecolare e proprio in questi giorni è impegnato insieme ai suoi colleghi a cercare un vaccino efficace contro la nuova pandemia.

Con la stessa caparbietà e serietà che dimostra sui campi di gara. Ce ne parla in questa intervista che gli abbiamo rubato tra un'analisi di laboratorio e l'altra.

 

 

- Ciao Emanuele, intanto grazie in anticipo per il tempo che ci dedichi. So che in questo periodo sei molto impegnato con il lavoro. Parto subito con la prima domanda: oltre a essere un kiteboarder professionista, hai frequentato un percorso di studi impegnativo. Potresti dare qualche consiglio agli studenti che vorrebbero seguire le tue orme su come organizzare il proprio tempo per riuscire a gestire studio e sport con successo?

" Il mio percorso di studi è stato molto impegnativo: ho conseguito la Laurea Magistrale con 110/110 cum Laude in Genetica e Biologia Molecolare nella Ricerca di Base e Biomedica presso La Sapienza di Roma nel 2014.

Per maturare al meglio l'esperienza sul campo ho svolto 3 anni di attività di ricerca di base in diversi progetti guidati dalla Prof.ssa Paola Vittorioso, persona che stimo moltissimo perché mi ha formato caratterialmente e qualitativamente per un ruolo professionale nel settore.

Oggi la formazione è un concetto allargato a un'attitudine quotidiana indispensabile per lavorare sul campo.

 

Lo sport all'aria aperta, o meglio in acqua, per me è stato il motore fisiologico e psicologico più grande per affrontare al meglio le tante ore di lavoro nei laboratori di ricerca che tuttavia hanno fruttato la partecipazione a tre articoli peer-reviewed in ambito genetico-molecolare.

Al tempo stesso risulta difficile coltivare un talento sportivo concreto ma il consiglio più grande è non perdere mai tempo.

Costanza e perseveranza conducono a grandi risultati: sempre nel 2014 sono stato incoronato Vice Campione Italiano dal Coni/Federazione Italiana Vela/Classe Kiteboarding Italia nel Freestyle categoria maschile.

Il Freestyle rappresenta il ramo più complesso e rigoroso delle competizioni nel kiteboarding.

Per avere successo in gara è necessario curare un idoneo settaggio psico-fisico che predispone a una corretta coordinazione spaziale durante la manovra in associazione con un non meno trascurabile fattore che è lo stile".

 

 

- Il Freestyle è una disciplina tecnica che richiede condizioni specifiche, difficili da trovare vicino Roma. Viaggi spesso per allenarti? Quali spot prediligi?

" Il freestyle artistico è la disciplina meno permissiva in quanto a range di condizioni ottimali: vale a dire intensità del vento, preferibilmente sostenuto e costante, acqua piatta o con kickers regolari.

Il litorale romano purtroppo non è il luogo migliore per aspirare a risultati competitivi, tuttavia offre una frequenza di vento media e discreta numerosità di spot in cui potersi sbizzarrire.

Tra i miei preferiti ci sono Marina di San Nicola con termico da Ovest e Passoscuro o Torreflavia con perturbazioni meridionali.

Viaggio spesso per allenarmi sia in Italia che all'estero, tra gli spot nazionali preferiti c'è Lo Stagnone (Sicilia), dove spesso atleti italiani e internazionali si allenano e si motivano fra loro. La laguna è splendida e offre condizioni spettacolari!

Ho a cuore anche molte spiagge della Puglia, dove è iniziato tutto grazie a mio padre Martino e i miei due fratelli Francesco e Alessandro, in quell'acqua blu turchese e con mareggiate così imponenti che fanno godere come nessuno mai".

 

 

 

- Immagino che per raggiungere il tuo livello occorra allenarsi spesso. Riesci a ritagliare il tempo per delle session regolari nonostante il lavoro o devi condensare tutto nel fine settimana?

" Per ottenere risultati occorre allenarsi spesso, focalizzare gli obiettivi ed essere aperti al confronto senza il quale crescere sarebbe impossibile.

Lavoro già da 5 anni all'Istituto di Ricerche di Biologia Molecolaredi Pomezia, di conseguenza trovare del tempo per una sessione di allenamento comporta un'accurata gestione degli impegni professionali.

Il fine settimana rimane la principale occasione per dedicarsi al mare ".

 

 

 

- In cosa consiste il tuo lavoro nei laboratori di Pomezia? Potresti raccontarci come si è evoluta la tua attività negli anni e soprattutto in queste ultime settimane drammatiche a causa del Coronavirus?

" Nell'IRBM Group ADVENT lavoro nello Sviluppo e Produzione cGMP relativa a medicinali biologici sperimentali destinati allo studio clinico. Ad esempio sviluppiamo vaccini genetici per agenti infettivi come Ebola, HIV e oggi si lavora per combattere la pandemia Covid-19.

La mia attività negli anni si è evoluta in maniera coordinata con gli obiettivi e le esigenze aziendali. Il settore farmaceutico è caratterizzato una rigida attitudine delineata da importanti linee guida internazionali.

Sentimentalmente parlando devo un grazie di cuore a tante figure di riferimento".

 

 

 

- È un'attività molto impegnativa. Come stai vivendo la realtà lavorativa e personale in questi giorni di emergenza?

" Il lavoro che svolgiamo è molto impegnativo, l'impatto di questa nuova forma di virus sulla popolazione è stato devastante, ma la scienza accelera i progressi in una tale situazione di emergenza. In questi giorni è doveroso prevenire i contagi anche se la vita privata praticamente non esiste".

 

 

- Stai svolgendo un ruolo in prima linea in questa emergenza, come immagini la tua vita dopo che tutto questo sarà terminato?

" Contribuire allo sviluppo di un vaccino genetico contro il Covid-19 è di grande orgoglio per me, attualmente siamo impegnati senza sosta.

Al termine di tutto ciò immagino una nuova grande mareggiata che ci farà sognare, sogno l'acqua salata asciugarsi sul volto e poter urlare con i miei amici in acqua con l'adrenalina di nuove manovre ".

 

 

- C'è qualche altra cosa che vorresti dire a noi kiter?

" Vorrei dire di godere sfacciatamente del nostro sport che è il più sano e figo del mondo. Naturalmente penso che quando rientreremo tutti in acqua sarà tutto ancora più magico e straordinario".

 

Sicuramente lo sarà!

Grazie Emanuele per l'intervista e buon lavoro!

 

 

 

 

Articolo redatto da Maria Luisa Pace, David Ingiosi, Antonio Gaudini


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